martedì 7 febbraio 2012

oo3. Amour, Alle wollen nur dich zähmen.





L'amore è un sentimento convenzionale che i deboli e gli stupidi si attribuiscono per non sentirsi approfittatori, stupratori, sanguisughe. Si fanno bastare qualche parolina gentile, una carezza, e un pensiero al cielo per tacitare il subconscio che urla la verità.

Chi è capace di accettare davvero la propria anima, chi ha osato guardare l'inferno che abbiamo dentro, senza fuggire o chiudere gli occhi, è consapevole della natura vera dell'amore.

È il bisogno fisico primario che riempie, è il sangue che ribolle, è una forza estranea da abbattere e fare propria, è la natura dell'uomo superiore. È annullare psicologicamente una persona per trarne piacere senza avere l'onere di darne. E' un gioco tra preda e predatore. 

Chi ha avuto il coraggio di accettarlo, ora si sente così soddisfatto di se stesso, sempre pronto ad una nuova cavalcata, ingannando le prede con una bassezza morale talmente profonda che la coscienza si rompe e tace per sempre



E' la libertà.

Quando la preda scopre il gioco, forse dalle smorfie di disprezzo a un tocco troppo gentile, non può fare a meno di invidiare il predatore e la sua libertà, ma piuttosto che ammetterlo si farebbe ammazzare. Diventano complici: la vittime si identifica psicologicamente con il carnefice e gode con lui delle sue azioni, raggiungendo così l'assenza di turbamento della propria coscienza, dunque la serenità.

Questo è l'amore. 


lunedì 6 febbraio 2012

oo2. Sputi di veleno.

Ti do le stesse possibilità...

Di neve al centro dellinferno, ti va?


[....] “Brava.” “Brava.” “Brava.” Lo stomaco si rivolta ancora. Amo questa parola. La tua approvazione sta diventando come l’aria per me. Non vedo l’ora che tu mi impartisca un ordine per poterla sentire ancora. Sto ferma mentre mi tagli sul corpo. Mi irrigidisco quando sento di star per cedere al buio. Uno schiaffo mi fa uscire due lacrime solitarie. Devo far uscire il buio? Sissignore.

Mi risveglio slegata. Sono accucciata sotto il tavolo, in una maschera di sangue. Le corde sono spezzate. Tu sei in un angolo che ridi come un pazzo e io mi avvicino piano piano. Con un calcio mi sbatti al muro e mi guardi schifato. [....] 



domenica 5 febbraio 2012

oo1. Complimenti.


Anche la follia merita i suoi applausi


Alla luce artificiale e veritiera sotto cui mi trovo, non rappresento più l’ideale di puttana, ma di vittima. E questo mi offende mortalmente.